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Materie prime Farmaceutiche: leadership italiana da sostenere

18 ott 2016

Farmaceutica 2016Le materie prime farmaceutiche sono un comparto italiano di eccellenza nella filiera del farmaco, che ha fatto della qualità il suo principale fattore competitivo e tiene testa alla agguerrita concorrenza dei paesi asiatici.


Il fatturato mondiale del settore, che vale circa 43 mld di dollari, viene realizzato al 10% in Italia, dove operano circa 80 imprese.

La quota dell’export italiano è altissima, 85%, e il personale dedicato alla ricerca e sviluppo è più che doppio rispetto alla media manifatturiera.

Il costo del lavoro pro-capite supera del 50% la media manifatturiera, a dimostrazione della migliore qualificazione e professionalità del personale, ma anche della capacità di offrire anche in futuro opportunità di lavoro alle giovani generazioni.

E’ questo il quadro che emerge dallo studio di settore presentato oggi al Forum Aschimfarma 2016, al quale hanno partecipato i massimi esperti del settore, che hanno commentato l’andamento e le caratteristiche di un comparto farmaceutico fiore all’occhiello della nostra economia.

“Abbiamo da tempo raccolto le più importanti sfide della globalizzazione, producendo secondo standard di alta qualità e sofisticata specializzazione, nonché del cambiamento tecnologico, con investimenti in capitale umano e ‘Industria 4.0’” dichiara Gian Mario Baccalini, Presidente di Aschimfarma, l’associazione di Federchimica che rappresenta in Italia i produttori di principi attivi farmaceutici (anche detti API, active pharmaceutical ingredients).

Le multinazionali del farmaco premiano la strategia dei produttori italiani: molte big pharma negli ultimi anni sono tornate ad acquistare in Europa ed in particolare in Italia.
Anche le nostre Istituzioni hanno vinto la scommessa della competitività, privilegiando la qualità come elemento strategico per la tutela della salute e la crescita industriale del settore chimico farmaceutico. L’assunzione di questa strategia da parte di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha favorito il mantenimento e il miglioramento degli standard qualitativi dei produttori italiani di principi attivi farmaceutici nei confronti della competizione mondiale”.

Non mancano, tuttavia, alcune criticità: lo studio di settore sul mercato degli API, presentato da Giampaolo Vitali, docente di Economia d’Impresa all’Università di Torino, ha identificato un possibile scenario di sviluppo, verificabile solo ad alcune condizioni.  

Anzitutto, occorre evitare che un eccesso di burocrazia interferisca con le politiche industriali, creando lentezza negli adempimenti e soprattutto incertezza, dovuta a interpretazioni non univoche e poco chiare delle normative vigenti. 

“E’ necessario altresì  - aggiunge Vitali - favorire la formazione continua per gli addetti e per il management, associata al mantenimento di un elevato standard qualitativo delle università di chimica farmaceutica e di ingegneria chimica; soprattutto quest’ultimo fattore rappresenta un asset importante dell’infrastruttura tecnologica che migliora il sistema innovativo del settore.
Altri elementi chiave di successo? Vitali sostiene che sarà importante favorire la tracciabilità del farmaco e del principio attivo; rendere più omogeneo il contesto regolatorio europeo, evitando una competizione istituzionale tra i paesi dell’Unione, che favorisce le aree meno regolamentate a scapito di quelle più controllate; rendere più omogeneo anche il contesto regolatorio mondiale, imponendo un maggior rispetto degli standard internazionali anche da parte delle imprese asiatiche.
“Infine – chiude Vitali -  è importante favorire un nuovo rapporto tra impresa e mercato dei capitali, sostenuto da programmi pubblici di investimento nelle imprese, in quanto il settore, da una parte sicuramente attrattivo per gli investitori, dall’altra ha bisogno di nuove risorse finanziarie per crescere dimensionalmente, anche tramite aggregazioni di imprese, e per svilupparsi tecnologicamente nei farmaci biosimilari”.

Al Forum Aschimfarma sono intervenuti: Luca Pani - Direttore Generale AIFA; Marcella Marletta - Direttore Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico Ministero della Salute; Francesco De Santis - Vice Presidente Farmindustria; Paolo Angeletti - Vice Presidente Assogenerici; Regan Shea - Senior Vice President Chemical and Biologics Operations Gilead; Paolo Bonaretti - Consigliere Ministro Ministero Sviluppo Economico.

“Tutti gli indicatori approfonditi oggi, anche con le testimonianze dei nostri stakeholder – conclude Baccalini - dimostrano che il settore dei principi attivi farmaceutici è un modello di sviluppo cui investitori, policy maker  e, in generale, il sistema economico in Italia possono riferirsi”.

Per saperne di più:
Abstract Studio 2016
Dati Forum Aschimfarma 2016
Glossario Aschimfarma 2016
Periodico on line di Federchimica, Federazione Nazionale dell'Industria Chimica
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