Industria chimica leva di sostenibilità e sviluppo del territorio. L'esempio di Brindisi

18 maggio 2018

Imprese chimiche responsabili sul territorio, in grado di garantire la crescita economica nel rispetto delle persone e dell’ambiente: la 16a Conferenza dei Coordinatori di Responsible Care, tenutasi oggi a Brindisi, ha evidenziato ancora una volta il ruolo fondamentale dell’industria chimica per lo sviluppo sostenibile, anche a livello locale.

Responsible Care è il Programma volontario per la tutela di salute sicurezza e ambiente, coordinato in Italia da Federchimica la Federazione nazionale dell'industria chimica.
“Responsible Care è un’eccellenza nel panorama industriale; perché è un modo unico, etico e sostenibile di lavorare e creare nel contempo cultura d’impresa” ha commentato Gerardo Stillo, Presidente del Programma Responsible Care. “Grazie al Programma, fin dal 1992 abbiamo intrapreso un percorso che ci ha permesso di diventare un settore d’eccellenza nella responsabilità sociale d’impresa”. 

La conferenza, promossa da Federchimica in collaborazione con Confindustria Brindisi, è stata l’occasione per parlare di sostenibilità e sviluppo del territorio; la chimica a Brindisi conferma la sua volontà di guardare avanti in maniera responsabile perseguendo lo sviluppo sostenibile. 
“Lo sviluppo economico, sociale ed ambientale è una priorità per le imprese chimiche brindisine; infatti imprese, lavoratori e loro rappresentanti sono uniti e seriamente impegnati nella responsabilità sociale anche attraverso la promozione del Programma Responsible Care. I risultati sono evidenti: a fronte di oltre 10,5 milioni di ore lavorate, negli ultimi 5 anni si possono contare 6 infortuni ai dipendenti diretti e indiretti delle imprese del Polo Chimico. Un dato concreto che testimonia la nostra massima attenzione alla sicurezza dei lavoratori ai quali annualmente vengono mediamente erogate oltre 7.000 ore di formazione su Sicurezza e Salute” ha concluso Gerardo Stillo.

Con un fatturato di circa 1.557  milioni di euro, l’industria chimica a Brindisi svolge un ruolo fondamentale per lo sviluppo del territorio, impiegando 1.779 persone di cui 1.125 direttamente.

“Nel territorio locale, la nostra organizzazione imprenditoriale ha da tempo assunto l’impegno di promuovere la diffusione della cultura e dei valori etici d’impresa all’interno del sistema, e di valorizzare gli stessi nei confronti degli interlocutori esterni - ha concluso Giuseppe Marinò Presidente di Confindustria Brindisi.
“Occorre fornire un ulteriore impulso alla incentivazione di programmi aziendali per l’adozione di sistemi di responsabilità sociale, prevedendo non solo sostegni ai progetti, ma concreti riconoscimenti alle aziende certificate, che comprendano l’ambito delle semplificazioni amministrative e quello delle agevolazioni fiscali”.

Qualificato il panel dei relatori intervenuti tra i quali Domenico Laforgia, Direttore Dipartimento Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione e Lavoro, Regione Puglia, Alfredo Pini, Direttore dell’Area Normazione Tecnica e Ambientale di ISPRA, Federico Pirro, Professore di Storia Industriale dell’Università di Bari, Giuseppe Marinò Presidente Confindustria Brindisi, Marcello Perra Vice – Presidente Confindustria Brindisi e Domenico Marcucci Responsabile Nazionale Sicurezza e Salute FILCTEM-CGIL in rappresentanza delle Organizzazioni Sindacali.

IL PROGRAMMA RESPONSIBLE CARE: RISULTATI CONCRETI IN CONTINUO MIGLIORAMENTO

  • La chimica è un settore sicuro, tra i migliori in quanto a prestazioni su sicurezza e salute tra quelli manifatturieri e con risultati in continuo miglioramento.
  • La chimica ha ridotto il suo impatto sull’ambiente in maniera significativa: -55% di gas serra, -96% di altre emissioni in atmosfera e -81% di sostanze inquinanti negli scarichi idrici rispetto al 1990. 
  • Il settore è efficiente nell’utilizzo delle risorse a parità di produzione: -25% di petrolio utilizzato per la trasformazione in prodotti chimici; +57% di efficienza energetica (risultato già abbondantemente in linea con gli obiettivi indicati dall’Unione europea per il 2020 e per il 2030). 
  • L’industria chimica è già orientata allo sviluppo dell’economia circolare: il 23% dei rifiuti prodotti viene riciclato e un ulteriore 39% destinato a ripristino ambientale. 
  • Importanti gli investimenti della chimica nella sostenibilità: ogni anno spende oltre il 2% del proprio fatturato e dedica circa il 20% dei propri investimenti a sicurezza, salute e ambiente.

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