Intestino in salute per difese immunitarie forti

09 novembre 2020

Con il sopraggiungere della stagione invernale e influenzale tendiamo a proteggere con più attenzione naso e gola, dimenticando che anche un altro elemento del nostro organismo gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute generale: l’intestino.
Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica ha fatto il punto sull’importanza di un intestino sano, grazie ai consigli del Professor Attilio Giacosa, Gastroenterologo e Docente all’Università di Pavia.

“Dobbiamo pensare al nostro intestino come a un vero e proprio secondo cervello - ha dichiarato il Prof. Giacosa - un sistema nervoso intestinale che gioca un ruolo importante nella nostra salute. Il 70% di tutte le cellule che hanno a che fare con l’immunità infatti, come linfociti e plasmacellule, risiede proprio nel nostro intestino, e mantenere in salute il microbiota - ovvero la massa di batteri presenti al suo interno - è fondamentale affinché le difese immunitarie rimangano forti.”

Un intestino sano è quindi indice di salute generale dell’organismo, “quando avviene uno squilibrio nel microbiota - continua il Prof. Giacosa - si crea disbiosi e compaiono alterazioni della funzione intestinale con scariche diarroiche, feci non ben conformate e in altri casi stipsi, dolore, oltre a un aumento nel meteorismo con gonfiore addominale. Quando questo accade, le barriere di difesa presenti nel nostro intestino si “rompono”, permettendo a batteri e cataboliti di penetrare nell’organismo”.

In questi casi, possono essere utili i farmaci di automedicazione, riconoscibili grazie al bollino rosso sulla confezione, come i fermenti lattici, che ripristinano in tempi rapidi la normale flora batterica intestinale, e i farmaci che agiscono sulla motilità intestinale, inibendola o stimolandola (ovvero antidiarroici e antistipsi), gli antispastici, i disinfettanti intestinali, gli antinausea e antivomito.
Anche una corretta alimentazione può aiutare “è il caso dei probiotici sotto forma alimentare - ovvero i comuni yogurt - sotto forma di integratori, e i così detti prebiotici, derivati di origine alimentare, per lo più fibre, che stimolano la produzione di probiotici naturali nell’intestino. Anche i derivati dell’echinacea, così come le vitamine D e C, la curcuma e lo zenzero rafforzano le difese e riducono lo stato infiammatorio. Da limitare, invece, gli alimenti contenenti glutine e zuccheri semplici, così come è importante diminuire la quota di lattosio; tutti infatti contribuiscono ad aumentare la risposta infiammatoria”.

Anche la stagionalità, il cambio dell’ora e il generale stato di ansia e stress, che stiamo sperimentando sempre più frequentemente in questi mesi, incidono sulla salute del nostro intestino.

“Tutti questi elementi comportano un aumento delle citochine proinfiammatorie - continua il Prof. Giacosa - quelle che, in condizioni ottimali, il nostro microbiota combatte, liberando citochine antinfiammatorie. In questi casi, l’utilizzo di bifidobatteri, come probiotici e integratori, consente di liberare nell’intestino triptofano, ossia il mediatore che produce serotonina, permettendo così all’organismo di rilassarsi e al nostro intestino di non trovarsi più sotto attacco: la salute di mente e corpo, quindi, passa anche da ciò che mangiamo”.

Avere un intestino in salute è quindi fondamentale per garantire all’intero organismo una risposta forte contro stress e ansia e ancora di più contro i malanni di stagione “ricerche recenti - conclude il Prof. Giacosa - hanno dimostrato come il nostro microbiota sia in grado di stimolare la produzione di interferone 1 che ha un’azione antivirale e anti influenzale. Attraverso il consumo di frutta e verdura molto colorate, contenenti quindi flavonoidi, il microbiota dà origine a un composto che stimola proprio la liberazione di interferone 1. Un soggetto che si vaccini contro l’influenza e che assuma regolarmente frutta e verdura, in unione ai probiotici, ottiene una risposta anticorpale, e quindi un’attivazione del vaccino, superiore a chi non lo fa”.

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