Caratteristiche, ruolo e sfide dell’industria chimica in Italia

17 giugno 2019

L’industria chimica – con oltre 2.800 imprese e circa 110 mila addetti altamente qualificati – realizza in Italia un valore della produzione pari a 56 miliardi di euro (anno 2018) e rappresenta il terzo produttore europeo e l’undicesimo al mondo.

Negli anni recenti la chimica si è dimostrata tra i settori che meglio hanno saputo resistere e rinnovarsi per far fronte a un crollo della domanda interna senza precedenti. La quota di produzione destinata all'export supera il 50% e, dal 2010, le esportazioni sono cresciute più degli altri principali produttori europei ad eccezione della Spagna.
Il settore è solido anche dal punto di vista finanziario: insieme alla farmaceutica presenta, infatti, la più bassa incidenza delle sofferenze sui prestiti bancari (2,3% a marzo 2019 rispetto ad una media industriale pari al 11,5%).

Uno dei fattori chiave di rinnovamento riguarda l’impegno verso la ricerca strutturata, che coinvolge sempre più anche le PMI chimiche. Sono oltre 7.500 gli addetti dedicati alla ricerca con un incremento che, nell'ultimo decennio, sfiora il 70%. La ricerca richiede competenze molto specifiche, ingenti risorse finanziarie e ha ritorni incerti e di medio-lungo periodo; di conseguenza è sempre più importante che le imprese, in particolare le PMI, si aprano alla collaborazione con l’esterno. La chimica è tra i settori più attivi su questo fronte, in particolare presenta una tra le quote più elevate di imprese che collaborano con la ricerca pubblica (8% a fronte del 3% della media manifatturiera).

La ricerca chimica è centrale non solo per evitare una concorrenza appiattita sui fattori di costo, ma anche al fine di trovare le soluzioni tecnologiche in grado di garantire uno sviluppo eco-compatibile e affrontare con successo grandi sfide globali quali il cambiamento climatico e la disponibilità limitata delle risorse. Secondo l’ultimo Rapporto Greenitaly, la chimica è il primo settore in Italia per quota di imprese (43%) che stanno investendo in nuove tecnologie e prodotti a favore della sostenibilità ambientale.
L’innovazione tecnologica non consente solo di ridurre l’impatto dell’attività chimica, ma genera benefici ambientali anche per gli utilizzatori, industriali o finali, ad esempio in termini di minore consumo di energia, minore inquinamento in fase di utilizzo, maggiori possibilità di riciclo al termine del ciclo di vita. Anche per promuovere i nuovi paradigmi dell’economia circolare, la chimica riveste un ruolo fondamentale in quanto si colloca a monte di numerose filiere e possiede le competenze tecnologiche, relative alla gestione delle sostanze e della materia, necessarie per guidare il cambiamento.

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