Il messaggio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della Assemblea Pubblica di Federchimica del 26 ottobre 2026

27 ottobre 2026

Caro Presidente Buzzella, cari imprenditori, 

mi spiace non aver potuto essere con voi oggi ma ci tenevo a farvi arrivare il mio saluto e il mio ringraziamento per il contributo che l’industria chimica garantisce alla forza del nostro tessuto produttivo e industriale e alla capacità dell’Italia di produrre, innovare e competere.

La chimica è un’industria che rende possibili i progressi di tutte le principali filiere della Nazione. È all’origine di materiali, tecnologie e soluzioni che permettono alle altre imprese di migliorare i propri prodotti, aprire nuovi mercati e rispondere a bisogni nuovi. 

Oggi, il 95% dei prodotti e dei manufatti che ci circondano non ci sarebbero senza la ricerca e l’innovazione chimica che ha consentito di realizzarli. 

Penso anzitutto alla filiera della salute: ai principi attivi per i farmaci, ai materiali per i dispositivi medici, alle soluzioni per la diagnostica. Penso all’agroalimentare, alla protezione delle colture, alla sicurezza e alla conservazione degli alimenti. Penso alla moda e alla cosmetica, all’arredamento e al design, alle costruzioni, alla meccanica e all’automotive, all’elettronica e all’energia. 

Dietro la qualità e l’eccellenza di queste filiere c’è anche tanta ricerca. C’è il lavoro di chi sviluppa una nuova molecola, un materiale più resistente e leggero, un processo più efficiente. E c’è un dialogo continuo tra le vostre imprese e quelle che utilizzano le soluzioni che mettete a loro disposizione. È insieme che si innova. È insieme che si costruisce la competitività del Made in Italy. 

Sappiamo che la chimica europea sta attraversando una crisi profonda. Pesano il costo dell’energia, la debolezza della domanda e una concorrenza internazionale con la quale non si combatte ad armi pari. L’Europa non può rispondere a queste sfide, aggiungendo costi e vincoli a chi continua a investire e produrre qui.

Anche il Green Deal e le politiche europee hanno contribuito ad aggravare queste difficoltà, quando hanno imposto oneri e tempi scollegati dalla disponibilità di alternative tecnologiche ed energetiche sostenibili per le imprese. Il sistema ETS è uno dei nodi sui quali occorre intervenire. 

La decarbonizzazione è un obiettivo che vogliamo realizzare. Ma per realizzarlo servono imprese in grado di investire, fare ricerca e sviluppare nuove tecnologie; è necessario privilegiare chi produce rispetto a chi utilizza lo strumento a fini speculativi. Far chiudere uno stabilimento in Europa per importare gli stessi prodotti da Nazioni con standard ambientali inferiori significa perdere lavoro, competenze e autonomia, senza un beneficio per il clima.

Per questo, il Governo si sta battendo e continuerà a battersi per una revisione delle politiche climatiche europee, a partire dall’ETS, che tenga insieme decarbonizzazione e competitività. Servono tempi realistici, neutralità tecnologica, energia a costi sostenibili e una protezione efficace contro la concorrenza di chi non sostiene i nostri stessi costi, in particolare quelli ambientali. 

Vogliamo che la chimica in Italia e in Europa torni a essere competitiva e trovi qui le condizioni per investire e crescere. Perché dalla sua forza dipende una parte decisiva della nostra sovranità industriale. 

L’Italia ha bisogno della vostra competenza, del vostro coraggio e della vostra capacità di trasformare la ricerca in progresso. Il Governo è al vostro fianco. 

Buon lavoro a tutti e buona Assemblea.

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