Le imprese chimiche sono sempre più consapevoli che – per alimentare la competitività e affrontare con successo il cambiamento climatico e la disponibilità limitata delle risorse – la ricerca riveste un ruolo essenziale.
Nell’ultimo decennio l’impegno nella ricerca è stato significativamente potenziato: in Italia il personale dedicato è aumentato del 76%. Inoltre, tra i ricercatori chimici la presenza femminile è ben più significativa della media industriale: 32% a fronte del 19%.
La ricerca richiede sempre più un modello di innovazione aperta e di collaborazione pubblico-privato. Il 22% delle imprese chimiche in Italia ha accordi di cooperazione con altri soggetti volti a favorire l’innovazione, una quota non lontana dalla media europea (31%).
La chimica è tra i settori italiani con la quota più elevata di imprese che collaborano con Università e Istituti di Ricerca (il 14% contro il 5% della media industriale).
Il modello di open innovation comporta per le imprese la gestione di processi innovativi complessi con ritorni aleatori e dilatati nel tempo che richiedono un Responsabile della ricerca con forti competenze manageriali al fine di gestire team allargati con un’attenta programmazione finanziaria e il controllo dei risultati in itinere. D’altra parte, la ricerca pubblica deve assumere un atteggiamento proattivo con le imprese e presidiare adeguatamente non solo la chimica di sintesi e i polimeri, ma anche quella delle formulazioni.