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L'INDUSTRIA CHIMICA IN CIFRE

Dati e analisi per conoscere meglio l'industria chimica

L'obiettivo è rendere disponibili, in modo semplice, le informazioni necessarie per la comprensione delle problematiche dell'industria chimica, del suo ruolo e dei suoi trend evolutivi nel mondo e in Italia. Ogni sezione tratta un argomento specifico accompagnando al testo alcune tavole.

Contributo decisivo alla tutela dell'ambiente


L’industria chimica è un settore energivoro a causa dell’elevata intensità energetica necessaria per operare e trasformare la materia per ottenere sostanze e prodotti indispensabili per quasi tutte le attività economiche. Per tale motivo il suo impatto ambientale risulta più significativo che in altri comparti industriali.

Come industria consapevole e responsabile, la chimica presenta una particolare attenzione verso la tutela dell’ambiente: realizza ben il 19% di tutti gli investimenti ambientali dell’industria manifatturiera a fronte di un’incidenza in termini di emissioni pari al 14%.

Già oggi la chimica è leader in termini di azioni per la tutela ambientale. Tra i settori industriali, si colloca nei primi tre posti per tutte le tipologie di intervento e al primo posto per la diffusa attenzione sia verso la gestione e il riciclo dei rifiuti sia verso l’abbattimento delle emissioni (Istat, 2016-2018).

Il miglioramento dei processi produttivi e la crescente efficienza degli impianti di trattamento hanno permesso una forte riduzione delle emissioni in aria e acqua. Tra il 1989 e il 2025 le emissioni in acqua dell'industria chimica in Italia sono diminuite del 79% per l'azoto e dell'85% per la domanda chimica di ossigeno (COD); ancora più marcato il calo delle emissioni in aria, con gli ossidi di azoto in flessione del 95% e l'anidride solforosa ridotta del 100%.

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Nel perseguire i modelli di economia circolare, l'industria chimica vede nei rifiuti una risorsa per recuperare materiali o energia, riducendo l'utilizzo di materie prime primarie. Nell'industria chimica viene riciclato il 49% dei rifiuti prodotti e il 20% è destinato a un trattamento chimico-fisico-biologico. Negli ultimi dieci anni la quota avviata a riciclo è aumentata di oltre 26 punti percentuali e il riciclo è oggi la prima modalità di trattamento.

I prodotti chimici sono fondamentali per la transizione verso un’economia veramente circolare, poiché consentono di sviluppare prodotti riciclati, bio-based o biodegradabili. In particolare, il 21% delle plastiche riciclate e il 27% di quelle bio-based e biodegradabili sono prodotte in Europa. Inoltre, le aziende chimiche europee sono in prima linea nello sviluppo di soluzioni per il riciclaggio chimico (Cefic - Advancy, 2025).

Nel settore chimico circa il 9% dei brevetti depositati riguarda tecnologie utili all'economia circolare: riuso, riciclo, riduzione dei rifiuti, uso efficiente delle risorse ed ecodesign (Lanza e Zucchiatti, 2026). Tale risultato è secondo solo a quello della meccanica tra i settori dell’industria italiana.















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Contestualmente ai miglioramenti attuati nell’utilizzo delle materie prime, l’industria chimica in Italia ha notevolmente ridotto anche i propri consumi finali di energia. Nonostante, infatti, sia un settore ad elevata intensità energetica, l’industria chimica è stata in grado di ridurre il proprio fabbisogno energetico del 59% tra il 1990 e il 2024.

L’efficienza energetica – misurata in rapporto alla produzione – è migliorata del 44% rispetto al 2000 con un risultato migliore della media manifatturiera e già in linea con l’obbiettivo fissato dall’UE al 2030 (+32,5%).

Data la rilevanza economica e sociale dell’industria chimica, è importante che – anche in futuro – la riduzione dei consumi energetici non avvenga a discapito dei livelli di produzione.



Nel 2024, le emissioni dirette di gas serra (scope 1) dell’industria chimica sono state 8,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, con una diminuzione percentuale rispetto al 1990 del 73%. Questo importante risultato ha permesso alla chimica di superare il nuovo e ambizioso obiettivo previsto dal Green Deal per il 2030 (-55% di emissioni di gas serra). L’incidenza della chimica sul totale delle emissioni italiane si è più che dimezzata.

Anche le emissioni indirette scope 2 – associate all’utilizzo di elettricità, calore o vapore acquistati per alimentare processi produttivi e utenze – sono state ridotte del 77% rispetto al 1990. Considerando la totalità delle emissioni (scope 1 e scope 2), l’industria chimica ha ridotto il proprio impatto sui cambiamenti climatici del 74% rispetto al 1990.

Oltre ad abbattere le proprie emissioni, la chimica aiuta tutti i settori utilizzatori a ridurre i gas serra, fornendo soluzioni a basso impatto ed efficienti, come materiali isolanti e leggeri per abitazioni più efficienti e una mobilità sostenibile. Secondo un rapporto Ecofys per l'International Council of Chemical Associations (2017), entro il 2030 tali soluzioni potrebbero ridurre le emissioni di 2,5 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti all'anno – quanto Francia, Germania, Italia e Regno Unito insieme.

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