Contestualmente ai miglioramenti attuati nell’utilizzo delle materie prime, l’industria chimica in Italia ha notevolmente ridotto anche i propri consumi finali di energia. Nonostante, infatti, sia un settore ad elevata intensità energetica, l’industria chimica è stata in grado di ridurre il proprio fabbisogno energetico del 59% tra il 1990 e il 2024.
L’efficienza energetica – misurata in rapporto alla produzione – è migliorata del 44% rispetto al 2000 con un risultato migliore della media manifatturiera e già in linea con l’obbiettivo fissato dall’UE al 2030 (+32,5%).
Data la rilevanza economica e sociale dell’industria chimica, è importante che – anche in futuro – la riduzione dei consumi energetici non avvenga a discapito dei livelli di produzione.
Nel 2024, le emissioni dirette di gas serra (scope 1) dell’industria chimica sono state 8,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, con una diminuzione percentuale rispetto al 1990 del 73%. Questo importante risultato ha permesso alla chimica di superare il nuovo e ambizioso obiettivo previsto dal Green Deal per il 2030 (-55% di emissioni di gas serra). L’incidenza della chimica sul totale delle emissioni italiane si è più che dimezzata.
Anche le emissioni indirette scope 2 – associate all’utilizzo di elettricità, calore o vapore acquistati per alimentare processi produttivi e utenze – sono state ridotte del 77% rispetto al 1990. Considerando la totalità delle emissioni (scope 1 e scope 2), l’industria chimica ha ridotto il proprio impatto sui cambiamenti climatici del 74% rispetto al 1990.
Oltre ad abbattere le proprie emissioni, la chimica aiuta tutti i settori utilizzatori a ridurre i gas serra, fornendo soluzioni a basso impatto ed efficienti, come materiali isolanti e leggeri per abitazioni più efficienti e una mobilità sostenibile. Secondo un rapporto Ecofys per l'International Council of Chemical Associations (2017), entro il 2030 tali soluzioni potrebbero ridurre le emissioni di 2,5 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti all'anno – quanto Francia, Germania, Italia e Regno Unito insieme.