PMI chimiche- imprese di qualità

L’importanza delle PMI nell’industria chimica è spesso sottovalutata: a livello europeo rappresentano ben il 36% dell’occupazione e una quota del 46% nella chimica fine e specialistica, dove sono meno rilevanti le economie di scala. In Italia il loro ruolo è ancora più significativo: attivano, infatti, il 61% dell’occupazione, il 68% nella sola chimica a valle (anche se queste quote includono alcune filiali di Gruppi esteri e le imprese con meno di 250 addetti facenti parte di Gruppi italiani).

Le PMI chimiche sono imprese di qualità, come dimostrano i dati per addetto relativi al valore aggiunto e alle spese del personale, decisamente più elevati rispetto alle PMI industriali.

Uno degli aspetti più critici per le PMI chimiche riguarda l’impatto di normative inutilmente complesse che agiscono come un costo fisso e penalizzano soprattutto le realtà medio-piccole, rischiando persino di bloccarne i processi di sviluppo. In assenza di personale dedicato agli aspetti normativi, infatti, sottraggono risorse ad attività strategiche come la ricerca o l’attività stessa dell’imprenditore.

Tali problematiche rischiano di essere amplificate dalle molteplici iniziative legislative previste dal Green Deal, anche alla luce dell’elevato numero di sostanze che richiede l’attività di formulazione e del conseguente moltiplicarsi degli oneri normativi.

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