Chimica come solution provider

Come riconosciuto dalla Commissione Europea già nel 2009 nel High Level Group per la competitività dell’industria chimica europea, non solo la chimica non è un problema per la sostenibilità, ma rappresenta un vero e proprio “solution provider”. Sono, infatti, moltissimi gli ambiti nei quali la chimica promuove la sostenibilità e l’economica circolare.

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Per far fronte al riscaldamento globale e alla limitata disponibilità di risorse energetiche, ad esempio, l’industria chimica ha sviluppato numerose tecnologie volte ad abbattere il consumo energetico delle abitazioni.

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Il contributo della chimica allo sviluppo sostenibile è centrale anche grazie a soluzioni che rendono le auto sempre più sicure ed eco-compatibili. C’è tanta chimica nelle auto di oggi, ma ancor più ce ne sarà in quelle del futuro. Le auto a guida autonoma, per esempio, richiedono vernici in grado di proteggere i sensori dal freddo e dallo sporco. Inoltre, la chimica ha un ruolo di primo piano nello sviluppo delle batterie per le auto elettriche.

La chimica è protagonista anche in tema di sicurezza alimentare, riduzione degli sprechi e lotta alla fame e alla sete nel mondo. Nuove tecnologie e prodotti sempre più avanzati, sicuri e rispettosi dell’ambiente garantiscono i raccolti anche in condizioni avverse e in quantità assai più rilevanti, difendono gli animali dalle malattie, migliorano la conservazione e la qualità dei prodotti alimentari, consentono la depurazione e la distribuzione di acqua potabile.

Anche gli imballaggi in plastica portano benefici evidenti, come dimostra la considerevole differenza di emissioni di CO2 tra la produzione del packaging e lo spreco alimentare che si verrebbe a generare in assenza di adeguate forme di conservazione: ad esempio, grazie alla plastica, si evitano 13 kg di emissioni di CO2 per ogni chilo di carne prodotta. 

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