Gli alberi della chimica

La chimica ricerca continuamente nuove strade per realizzare i suoi innumerevoli prodotti in modo sempre più efficiente e conveniente, riducendo al minimo gli sprechi e salvaguardando la salute e l’ambiente.

La petrolchimica fa un uso intelligente e sostenibile del petrolio, utilizzando i suoi derivati (ad esempio la virgin nafta) come materie prime per ottenere moltissimi prodotti indispensabili, quali i manufatti in plastica.

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La chimica da biomasse utilizza materie prime di origine biologica per realizzare prodotti chimici e biocarburanti, contribuendo alla sostenibilità attraverso l’uso di materie prime che comportano minori emissioni di gas serra e l’offerta di prodotti biodegradabili o biocompostabili. La frontiera tecnologica si orienta sempre di più verso l’utilizzo di materie prime prive di usi alternativi come colture agricole in aree a scarsa produttività, scarti e rifiuti dell’industria agro-alimentare, alghe e micro-organismi coltivati in condizioni artificiali. 

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Tutta la chimica offre soluzioni sostenibili e la chimica da fonti rinnovabili rappresenta solo uno dei vari modi per contribuire alla sostenibilità. Inoltre, non sempre le materie prime rinnovabili risultano più sostenibili di quelle tradizionali: solo un’analisi approfondita sull’intero ciclo di vita del prodotto (“Life Cycle Assessment”) può fornire le informazioni necessarie per individuare la soluzione migliore.

Nella chimica inorganica rivestono grande importanza l’industria del cloro e quella dell’acido solforico. Da queste si ottengono moltissimi prodotti, come ad esempio la gran parte dei medicinali (inclusi molti farmaci “salvavita”).

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